tuttavia, evidente in quanto le somme erogate proverranno unicamente dall’Eurozona, senza la partecipazione del FMI dal momento che quest’ultimo ha ritenuto la Grecia non più capace di onorare gli impegni assunti. Le condizioni imposte sotto il vincolo di condizionalità dal terzo Memorandum sono particolarmente stringenti, prevedendo l’adozione di un’ulteriore riforma del sistema pensionistico, l’introduzione di tagli alla spesa quasi automatici, l’adozione di un Codice di Procedura Civile, privatizzazioni nel settore energetico, l’allineamento della disciplina dei licenziamenti collettivi agli standard europei. Le riforme richieste maggiormente significative sono quelle concernenti le privatizzazioni, quali provvedimenti sino ad ora limitati dal Governo greco, i cui proventi dovranno essere impiegati al fine di restituire le somme ricevute e ridurre il debito pubblico 43. Per quanto concerne la Spagna, anche in tale Paese sono state adottate misure di riduzione della spesa pubblica, sebbene non così incisive quanto quelle introdotte in Grecia e Portogallo 44. L’adozione di simili misure ha avuto luogo a partire dal 2010 a seguito dell’adozione da parte del Consiglio europeo di una decisione che sollecitava la riduzione della situazione di deficit eccessivo 45. Conformemente a quanto registrato in precedenza, anche in Spagna le maggiori riforme hanno avuto luogo nel settore del lavoro e delle pensioni. 43 Le riforme necessarie al fine di dare attuazione al terzo Memorandum sono ancora in via di adozione. Risulta, pertanto, difficile rinvenire in dottrina un commento in relazione alle stesse. Al fine di avere un quadro più chiaro è possibile ricorrere alla stampa economica internazionale, la quale ha posto in rilievo taluni punti di interesse. In particolare, essa ha evidenziato tre distinti profili relativi alla crisi greca. Il primo aspetto concerne la presenza di un deficit democratico in relazione all’adozione di siffatti Memorandum. L’erogazione di aiuti, infatti, è sottoposta al vincolo di condizionalità, così imponendo riforme particolarmente severe senza che il Paese interessato dalle stesse abbia potere negoziale. In tale contesto, si evidenzia come, a differenza della sfera decisionale rivendicata dal Bundestag tedesco, i cittadini greci così come quelli portoghesi si siano trovati in una situazione di deficit democratico. Tale situazione, secondo l’interpretazione di taluni economisti, non sarebbe casuale in quanto ad essa sarebbe sotteso il timore dei vertici europei per l’adozione di scelte in controtendenza rispetto alle politiche di austerity. Pertanto, sia il referendum indetto a suo tempo dal Primo Ministro Papandreou che la rielezione di Alexis Tsipras potrebbero essere letti alla stregua di una valorizzazione della partecipazione democratica. Per un approfondimento in merito a tale profilo, v. l’articolo “Democracy at the heart of fight for Greece” pubblicato in data 10 agosto 2015 dall’economista M. SANDBU sulle colonne del Financial Times. Il secondo aspetto rilevante concerne le particolari contingenze che la Grecia è chiamata ad affrontare nel presente momento storico: se è vero che la firma del terzo Memorandum è apparsa necessaria al fine di scongiurare il pericolo della c.d. Grexit, è altresì vero che alle stringenti condizioni dallo stesso previste si sono sommate nei successivi mesi le problematiche relative all’emergenza rifugiati. In relazione a tale situazione, gli economisti hanno posto in evidenza la necessità di rinegoziare le condizioni pattuite nel mese di agosto, volontà emersa anche dalla dichiarazioni del Premier greco Alexis Tsipras. Quest’ultimo rilievo si collega al terzo profilo di interesse, concernente la sollecitazione del leader di Syriza diretta al FMI affinché quest’ultimo non si ingerisca nella gestione della terza tranche di aiuti alla Grecia, posto che esso non vi ha partecipato e che, essendo trascorso un lungo periodo dall’inizio della crisi economica, le Istituzioni europee hanno ormai acquisito dimestichezza nella gestione della stessa. In relazione a questi profili, vale la pena rimandare agli articoli apparsi recentemente sul Financial Times “No time for Tsipras to go wobbly on Greek reform; Rebuilding credibility within eurozone in forst step towards debt relief” (13 Novembre 2015) e “Athens calls on IMF to stay out of third bailout and let Europe oversee reform” (21 dicembre 2015). 44 Per una rapida illustrazione delle misure adottate in Spagna, v. L. FLORES ANARTE, El ataque constitucional al estado social: un análisis crítico de la reforma del artículo 135 de la Constitucion española, cit., 321; I. GOMEZ FERNANDEZ, Derechos sociales y política anticrisis, cit. A tal riguardo, risultano interessanti le proposte avanzate da S. SOTO LOSTAL, Regresividad, derechos constitucionales y Estado social, in Revista juridica de los derechos sociales, 2013, n. 2, 44, il quale, a fronte delle diverse misure adottate al fine di ridimensionare la spesa pubblica incidendo in senso negativo sui diritti sociali, avanza una serie di proposte alternative al fine di ridurre la situazione di eccessivo indebitamento senza comprimere i diritti in questione. 45 Ci si riferisce alla decisione del Consiglio 2009/417/CE in merito all’esistenza di un deficit eccessivo in Spagna. 28

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