Vincoli di bilancio, finanza pubblica e diritti sociali. Prospettive comparate: Germania, Spagna, Portogallo e Grecia. SOMMARIO: 1. Il quadro normativo: le riforme costituzionali in Italia, Germania e Spagna – 2. Grecia e Portogallo: i Memoranda of Understanding - 3. Decentramento e autonomia finanziaria alla luce della riforma costituzionale: le Comunità Autonome e i Länder – 4. Gli interventi legislativi volti a razionalizzare la spesa pubblica - 5. Il ruolo dei Tribunali costituzionali in tempo di crisi e la loro giurisprudenza – 6. Il punto di convergenza: il diritto al minimo vitale e la dignità umana. 1. Il quadro normativo: le riforme costituzionali in Italia, Germania e Spagna. Il 2 marzo 2012 è stato siglato dagli Stati membri dell’Unione europea il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance (TSCG). Tale trattato costituisce un atto di diritto internazionale, collocato all’esterno della sfera del diritto dell’Unione, anche se vincolato nella sua applicazione al rispetto dello stesso (art. 3). Una simile collocazione si presenta temporanea posto che all’art. 16 del Trattato se ne prevede l’incorporazione, nell’arco di cinque anni dall’entrata in vigore, nella sfera del diritto dell’Unione. Il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance (c.d. Fiscal compact) costituisce la più matura reazione degli Stati europei a fronte dell’eccessivo indebitamento pubblico cagionato, tra l’altro, dallo scoppio della crisi economica nel 2008. Le prime reazioni degli Stati a fronte delle congiunture economiche avverse, infatti, si sono caratterizzate per essere delle reazioni isolate, aventi la forma di piani di rilancio nazionali. A tali piani è, poi, stato affiancato un piano di rilancio europeo. Simili strumenti si sono rivelati ben presto inadeguati, ragion per cui si è manifestata la necessità di adottare una risposta organica, soprattutto in considerazione dell’aggravarsi dell’esposizione debitoria greca, irlandese, portoghese e spagnola. A tal fine, si è assistito il 9 maggio 2010 all’approvazione da parte del Consiglio europeo della creazione di un meccanismo di assistenza finanziaria composto da due elementi: il Meccanismo europeo di stabilità finanziaria (MESF) ed il Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF). A questi strumenti è seguita l’adozione, in data 29 settembre 2010, del c.d. Six Pack. Quest’ultimo pacchetto normativo è stato, poi, superato dalla stipula, da parte di venticinque Stati membri, del Trattato sul meccanismo europeo di stabilità volto a sostituire, a partire dal 2013, il MESF e il FESF 1. 1 Per un approfondimento in ordine a tali misure si rinvia allo STU 234 relativo a «L’obbligo di pareggio di bilancio nel diritto dell’Unione europea. L’introduzione del principio nella Carta costituzionale» a cura di M. PIERONI e O. PORCHIA, nonché allo STU 250 in materia di «Governance economica europea» a cura di M. PIERONI e O. PORCHIA ed alla parte introduttiva dello STU 272 riguardante «Diritti sociali e vincoli di bilancio», a cura di C. MARCHESE, di cui il presente lavoro rappresenta un completamento in chiave comparatistica. In dottrina, per una ricostruzione della reazione degli Stati dell’Eurozona al propagarsi della crisi economica, si vedano per tutti G. PITRUZZELLA, Chi governa la finanza pubblica in Europa?, in Quad. cost., 2912, 1, 19; A. MORRONE, Crisi economica e diritti. Appunti per lo Stato costituzionale in Europa, ivi, 2014, 1, 84; A. VITERBO – R. CISOTTA, La crisi del debito sovrano e gli interventi dell’UE: dai primi strumenti finanziari al Fiscal compact, in Dir. Un. Eur., 2012, 2, 323; R. CISOTTA, Disciplina fiscale, stabilità finanziaria e solidarietà nell’Unione europea ai tempi della crisi: alcuni spunti ricostruttivi, in Dir. Un. Eur., 2015, 1, 57. 9

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