Al fine di ridurre il debito pubblico, le prime misure sono state adottate ad opera del RDL n. 8/2010, che ha disposto una riduzione del 5% dei salari di coloro che intrattengano rapporti di lavoro con le Pubbliche Amministrazioni, tanto per quanto riguarda la retribuzione basica quanto per ciò che concerne la retribuzione complementare 46. Con la successiva L. n. 39/2010 il legislatore ha, poi, disposto un ulteriore taglio della retribuzione dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. La riforma del mercato del lavoro ha, però, avuto luogo solo tramite il RDL n. 10/2010, convertito in L. n. 35/2010, mediante tale normativa si è intervenuti nel settore privato riformando la disciplina della contrattazione collettiva, accentuando la flessibilità interna e, in particolare, i poteri del datore di lavoro di disporre trasferimenti e modifiche dei rapporti di lavoro. Oltre alla flessibilità interna, sono state dettate particolari norme in materia di flessibilità in uscita ampliando la possibilità per il datore di lavoro di disporre licenziamenti e modificando la disciplina dei licenziamenti collettivi. Il medesimo testo normativo, inoltre, ha previsto una serie di interventi a tutela dei giovani lavoratori, ampliando le forme di protezione sociale nei loro riguardi 47. La prima riforma della contrattazione collettiva ha, invece, avuto luogo con il R.D.L. n. 7/2011 48. L’insieme di tali misure non è risultato sufficiente al fine di risollevare l’economia spagnola, così che nell’agosto 2011 Jean Claude Trichet ha indirizzato una lettera al Presidente del Governo spagnolo affinché fossero apportate ulteriori riforme al mercato del lavoro 49. A tali sollecitazioni la Spagna ha reagito approvando in prima battuta il RDL n. 10/2011 recante “Misure urgenti per l’impiego dei giovani, l’incentivazione dell’impiego stabile ed il mantenimento del programma di riqualificazione professionale” e, successivamente, la L.O. n. 2/2012 in materia di equilibrio di bilancio e sostenibilità finanziaria. L’adozione di simili misure non ha impedito alla Spagna di richiedere nel giugno 2012 l’assistenza finanziaria nell’ambito del Fondo Economico di Stabilità Finanziaria (FESF), siglando in data 23 luglio 2012 un Memorandum di accordo in materia di assistenza finanziaria tra il FESF, il Banco di Spagna e il Fondo di Ristrutturazione Bancaria. Al fine di rispondere alle obbligazioni assunte mediante tale accordo è iniziato un periodo intenso di riforme, tra le quali meritano particolare attenzione quelle poste in essere 46 Il RDL n. 8/2010 dispose anche ulteriori misure quali: la sospensione della rivalutazione delle pensioni per l’anno 2011, con esclusione delle pensioni contributive e di quelle minime; la soppressione della possibilità del pagamento retroattivo delle prestazioni del dipendente; l’abolizione a partire dal 1° gennaio 2011 del c.d. bonus bebé legato all’evento nascita o adozione. 47 Per un esame accurato di questa normativa si rinvia a A. GUAMÁN HERNÁNDEZ – A. NORUEGA FERNÁNDEZ, Derechos sociales, integración económica y medidas de austeridad: la UE contra el constitucionalismo social, cit., 162, il quale evidenzia come la flessibilità rappresenti il miglior mezzo per far fronte alle contingenze del mercato. 48 Una simile misure risponde all’ottica di rendere la contrattazione maggiormente aderente alle esigenze della singola realtà lavorativa. Tra le misure adottate è prevista, inoltre, l’obbligatorietà di consentire, a mezzo dei contratti collettivi, la possibilità di ricorso ad arbitrati al fine di risolvere il contenzioso. 49 Tale lettera suggeriva alla Spagna l’adozione di varie riforme nell’ambito della contrattazione collettiva, quali il decentramento degli accordi salariali al livello di contrattazione collettiva più vicino al lavoratore, la promozione della moderazione salariale nel settore privato, la soppressione della clausola di indicizzazione. 29

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