sociale ed ai sussidi di disoccupazione, posto che questa legislazione ammette la compatibilità della percezione del sussidio di disoccupazione con lo svolgimento di un’attività lavorativa autonoma qualora il soggetto percettore abbia meno di trent’anni. Oltre a tale possibilità, la normativa consente la percezione in un’unica soluzione del sussidio nel caso in cui esso sia destinato all’investimento in un’attività commerciale. In linea di continuità con questa disciplina si colloca il R.D.L. n. 8/2014 relativo all’istituzione di un Sistema Nazionale di Garanzia Giovanile che presenta quale finalità la formazione continua di giovani di età compresa tra i 16 ed i 25 anni affinché questi possano essere inseriti nel mercato del lavoro. Per quanto riguarda i rapporti di lavoro con le Pubbliche Amministrazioni, il Bilancio Generale dello Stato per l’anno 2014, approvato con L. n. 22/2013, ha introdotto il divieto per i contratti collettivi di introdurre aumenti retributivi rispetto al 2013. Anche la materia pensionistica, analogamente a quanto avvenuto in Grecia e Portogallo, è stata oggetto di riforme. In particolare, con il R.D.L. n. 5/2013 sono state adottate misure per favorire l’invecchiamento attivo e la prosecuzione dell’attività lavorativa anche da parte di persone in età avanzata, mentre con la L. n. 23/2013 è stata portata a 67 anni l’età pensionabile, rendendo più difficile l’accesso alla pensione anticipata, portando gli anni di lavoro necessari per il pensionamento da 35 a 37 ed, infine, modificando l’ammontare stesso della pensione. Tali riforme sono state determinate dal c.d. “fattore di sostenibilità”, ossia dalla necessità di modificare il sistema pensionistico al fine di poterne garantire il mantenimento nel corso del tempo. Oltre alla sfera retributiva e pensionistica, che sicuramente assumono un rilievo determinante ai fini del contenimento della spesa pubblica, le riforme hanno riguardato i settori dell’istruzione e della sanità. In Grecia la riforma della sanità è stata portata a termine con la L. n. 3918/2011, recante “Riforme strutturali nel sistema della salute”. Tale riforma non incide sulla gestione del personale medico e sui costi dello stesso, né sull’erogazione delle prestazioni sanitarie; piuttosto, essa ha rimodulato l’organizzazione dei fondi assicurativi sulla salute ed ha incentivato la gestione privata dei presidi medici. Una simile normativa è stata giudicata timida dalla dottrina e dagli osservatori internazionali, che hanno evidenziato il bisogno di una riforma strutturale del sistema ospedaliero greco 54. Pertanto, al fine di ridurre in maniera più incisiva i costi in tale settore, il legislatore ha adottato le leggi nn. 4052/2012 e 4093/2012 al fine di intervenire nel settore farmaceutico e di ridurre le esenzioni dal pagamento, nonché è intervenuto sulle spese ospedaliere bloccando le assunzioni e riducendo il personale medico ed ospedaliero a contratto. In Spagna la riforma del sistema sanitario ha avuto luogo mediante la L. n. 33/2011, quale “Legge Generale in materia di salute pubblica” ed il R.D.L. n. 16/2012 in materia di “Coesione e qualità del Sistema Nazionale della Salute”. Tale normativa è particolarmente interessante in quanto la riduzione dei costi del sistema sanitario è operata mediante una restrizione nell’individuazione dei destinatari delle prestazioni gratuite. In relazione a questi ultimi, infatti, il riferimento alla cittadinanza è sostituito da quello agli “assicurati” ed ai 54 Sul punto, v. A. GUAMÁN HERNÁNDEZ – A. NORUEGA FERNÁNDEZ, Derechos sociales, integración económica y medidas de austeridad: la UE contra el constitucionalismo social, cit., 132. 31

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