nel 2006 le pensioni rappresentavano uno degli elementi di rischio della sostenibilità finanziaria. Occorre rilevare come i due Paesi qui considerati, precedentemente alla crisi economica, avessero un sistema pensionistico profondamente diverso: mentre il Portogallo era caratterizzato da un sistema centralizzato di sicurezza sociale con un numero esiguo di fondi complementari, in Grecia il settore pensionistico si presentava profondamente frammentato tra settori e professioni, registrandosi la presenza di una pluralità di fondi pensionistici. Oltre a tale differenza strutturale, è da segnalare che precedentemente al 2010 in Portogallo già era in atto un procedimento di riforma. In entrambi i Paesi le misure adottate al fine di soddisfare i Memoranda hanno fatto leva su tagli alle pensioni, aventi la forma di congelamenti e sospensioni delle indicizzazioni, blocco della tredicesima e della quattordicesima. In aggiunta a tali misure, per quanto concerne esclusivamente la Grecia, il primo Memorandum prevedeva, altresì, l’adozione di una riforma strutturale che garantisse un riordino dei fondi pensionistici, favorendo un sistema centralizzato, aumentando la trasparenza e riducendo le ampie differenze tra trattamenti pensionistici 42. Tra le altre previsioni, il Memorandum ha imposto l’introduzione della medesima soglia di età tra uomini e donne ai fini pensionistici. Nonostante tali previsioni, i vincoli imposti alla Grecia dal primo Memorandum incontrano il limite espresso della garanzia del minimo vitale per le persone più anziane. Come vedremo nel prosieguo, infatti, il problema che si pone di fronte a simili misure volte a contingentare la spesa pubblica è quello di individuare il punto di rottura oltre il quale non sia possibile sacrificare i diritti sociali. In relazione alla Grecia, è opportuno poi ricordare come nel mese di agosto 2015 sia stato siglato, dopo una lunga trattativa, un ulteriore MoU avente ad oggetto l’erogazione di un prestito, in differenti tranches, di un ammontare pari a 86 bilioni di euro. La stipula di tale accordo è apparsa imprescindibile al fine di poter onorare gli impegni precedentemente assunti e restituire gli aiuti conseguiti. Non si è, dunque, trattato di somme erogate allo scopo di consentire investimenti nel Paese. La differenza tra tale Memorandum ed i precedenti è, 42 Tra le riforme in materia pensionistica adottate in Grecia occorre ricordare la L. 8 giugno 2010, n. 3845 recante il “Nuovo sistema di Sicurezza Sociale e disposizioni rilevanti”, che ha stabilito una riduzione delle pensioni pari al 40% per coloro che siano in pensione avendo meno di cinquantacinque anni e percepiscano una cifra che supera l’importo di mille euro, mentre per coloro che abbiano un’età più elevata e guadagnino più di 1200 euro è prevista una riduzione del 20 %. Tale legge ha, altresì, soppresso i pagamenti straordinari legati alla Pasqua, al periodo estivo e al Natale, sostituendoli con un unico pagamento straordinario dell’importo di 800 euro per le pensioni mensili inferiori ai 2500 euro netti. Le pensioni superiori ai 1400 euro netti mensili sono state ridotte di un importo pari all’8% a partire dal 2010, mentre tutte le norme contrarie a tali disposizioni sono state abrogate. La stessa legge n. 3845/2010 ha stabilito, a partire dal 1° gennaio 2015, l’entrata in vigore di un sistema basato sull’esistenza di una pensione minima (fissata per legge nell’ammontare di 360 euro), completata dall’istituzione di un meccanismo contributivo, ed ha portato l’età per il pensionamento a 65 anni. Per quanto riguarda l’età per il pensionamento delle donne, essa è stata aumentata progressivamente, posto che nel 2010 era fissata in 60 anni di età ed annualmente è stata aumentata sino a giungere nel 2015 a 65 anni. Coerentemente, poi, la riforma ha abrogato gli incentivi per il pensionamento anticipato. Ulteriori disposizioni in materia pensionistica sono state adottate con la L. 4024/2011, recante “Disposizioni in materia di Pensioni, scala salariale uniforme – Sistema di valutazione, riserva lavorativa e altre disposizioni per l’Applicazione della Strategia Fiscale per il periodo 2012-2015”. In attuazione del Memorandum II la L. n. 4093/2012 ha disposto una riduzione progressiva di tutte le pensioni il cui ammontare sia superiore a 1000 euro, l’aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni, l’eliminazione dei benefici pensionistici speciali per i sindacalisti, una riduzione delle pensioni legate allo svolgimento di cariche elettorali. La L. n. 4051/2012 ha, poi, riformato il sistema delle pensioni complementari. 27

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