“beneficiari”, mentre per coloro che non rientrino in tali categorie sarà riconosciuta l’erogazione di prestazioni sanitarie generiche e minime 55. Per quanto concerne il sistema educativo, anche questo è stato interessato da una serie di tagli, basti far riferimento al R.D.L. spagnolo n. 14/2012 che ha aumentato il numero di alunni per aula, contestualmente bloccando l’assunzione di nuovo personale docente ai differenti livelli di istruzione 56. Come è possibile notare dall’analisi sin qui compiuta, le misure più rigide risultano essere quelle adottate in Grecia. Simili misure, tuttavia, non hanno portato i risultati sperati, anzi probabilmente hanno determinato un aggravamento della situazione. Le pur rigide misure adottate in Portogallo non hanno, infatti, raggiunto il rigore delle misure greche, così come le reazioni che esse hanno determinato, da un punto di vista giuridico, sono profondamente differenti. Come vedremo nel prossimo paragrafo, infatti, le riforme in materia di lavoro, blocchi stipendiali e decurtazioni retributive sono state portate al vaglio del Tribunale costituzionale portoghese che ha, in talune occasioni, provveduto a dichiararle incostituzionali e ad annullarle. 5. Il ruolo dei Tribunali costituzionali in tempo di crisi e la loro giurisprudenza. Illustrate le politiche di austerità dei Paesi presi in considerazione ai fini della presente indagine ed evidenziate le similitudini tra le misure da questi adottate, occorre verificare quale sia stata la posizione assunta dai rispettivi organi di giustizia costituzionale nel momento in cui sono stati sollecitati a verificare la conformità a Costituzione di simili normative. Come precisato sin dall’inizio, il problema che si pone in relazione a queste misure è quello di verificare sino a che punto sia possibile e legittimo operare restrizioni dei diritti sociali. Al fine di rispondere a tale interrogativo appare utile l’esame della giurisprudenza costituzionale 57. A tal riguardo, le posizioni più nette sono state assunte dal Tribunale 55 La disciplina previgente, al contrario, presentava una certa apertura, in quanto le prestazioni sanitarie erano garantite a tutti gli stranieri con permesso di residenza e, a prescindere da tale certificazione, il diritto alle prestazioni sanitarie trovava riconoscimento nei confronti di tutti i soggetti stranieri in presenza di urgenza dovuta a grave malattia o incidente o, comunque, qualora la prestazione medica fosse destinata ad un minore o ad una donna incinta. In relazione alla disciplina introdotta dal RDL n. 16/2012, v. A.Y. GUERRA VAQUERO, La protección de la salud y del derecho a la integridad física en tempo de crisis, in Revista de Derecho UNED, 2015, n. 16, 1265; L. TESTA, Il Welfare state spagnolo tra dichiarazioni solenni ed emergenza economica, cit., 1521, il quale evidenzia come il Consejo General de Colegios Oficiales de Medicos abbia sollecitato il Defensor del Pueblo a presentare ricorso innanzi al Tribunale costituzionale in relazione a siffatta disciplina per violazione del canone di ragionevolezza. Tuttavia, il Defensor del Pueblo ha rigettato tale istanza in considerazione del fatto che risulta legittima una differenza di trattamento tra cittadini o stranieri legalmente residenti in Spagna e stranieri illegalmente residenti, posto che non solo si tratta di situazioni distinte ma la tutela del diritto alla salute degli stranieri illegalmente presenti sul territorio nazionale può trovare tutela nei trattati internazionali. 56 In argomento, v. I. GÓMEZ FERNÁNDEZ, Derechos sociales y políica anticrisis en España, cit., 14. Per un esame comparativo, A. POULOU, Austerity and european social rights: how can courts protect Europe’s Lost Generation?, cit., 2014, n. 6, 1165, il quale rileva come solo nel 2011 è stato possibile registrare in Grecia una riduzione del 19% delle spese in materia di istruzione, del 15% a Cipro e del 5% in Portogallo e Irlanda. 57 Per un primo esame comparativo della giurisprudenza costituzionale v. T. ABBIATE, Le Corti e la crisi: la giurisprudenza dei “PIIGS”, in Dir. pubbl. comp. ed europeo, 2014, n. 1; B. BRANCATI, Decidere sulla crisi: le 32

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