DIRITTI SOCIALI E VINCOLI DI BILANCIO SOMMARIO: Introduzione. - 1. Dalla governance economica europea all’art. 81 Cost.: la necessità di trovare un equilibrio di bilancio. - 2. Un excursus attraverso la giurisprudenza costituzionale più recente: la posizione della Consulta. - 3. Ragionevolezza, livelli essenziali delle prestazioni, sussidiarietà orizzontale: quale strada seguire al fine di garantire i diritti sociali? - 4. Diritti sociali, Unione Europea e trattati internazionali: un rapporto complicato. Introduzione. La crisi del debito sovrano ha imposto una rimodulazione della spesa pubblica e delle politiche di bilancio dei singoli Stati facenti parte dell’Unione Europea. In particolare, siffatta rimodulazione rappresenta, da un lato, il portato dei trattati internazionali siglati dagli Stati membri dell’Unione, quale intervento necessario al fine di porre un argine alle summenzionate contingenze economiche, e, dall’altro lato, essa costituisce la base in ragione della quale operare i c.d. tagli alla spesa pubblica. La riduzione della spesa ha riguardato segnatamente i diritti sociali, ragion per cui occorre interrogarsi su quale possa essere il punto di equilibrio tra esigenze di bilancio e garanzia dei diritti in esame. Tale è lo scopo del presente studio: indagare sull’equilibrio di bilancio, intendendo con tale espressione non solo il tendenziale equilibrio dei conti pubblici, bensì il ben più delicato bilanciamento tra le esigenze della spesa pubblica e soddisfacimento dei diritti de quibus. Siffatti diritti, come noto, costituiscono situazioni giuridiche che necessitano di un’attuazione legislativa e che comportano un costo per l’erario. La questione, dunque, diviene quella di verificare sino a che punto sia possibile imporre sacrifici e quali altre strade possano essere seguite. A tal fine, sarà possibile suddividere la presente indagine in quattro fasi. In via preliminare, occorrerà delineare il contesto giuridico-economico alla luce del quale è maturata la presente disciplina di bilancio e la legislazione nazionale volta a contingentare la spesa pubblica. Allo stesso tempo, sembrerà utile operare una breve ricostruzione della categoria dei diritti sociali, esaminandone le peculiarità e tenendo presente il progressivo riconoscimento di un numero sempre più elevato di siffatte situazioni giuridiche. Ciò posto, sarà possibile verificare a livello di ordinamento interno quale strada sia stata seguita dalla Corte costituzionale al fine di contemperare le diverse esigenze. Conclusa la disamina introduttiva sarà possibile entrare in medias res. La terza parte del presente scritto sarà dedicata agli strumenti giuridici predisposti dall’ordinamento interno al fine di bilanciare il rapporto tra finanza pubblica e diritti sociali. Svolta tale trattazione, per una pluralità di ragioni, non si potrà prescindere da un’indagine a livello sovrastatuale. In primo luogo, infatti, l’imposizione di rigide regole di bilancio discende da vincoli posti da fonti sovranazionali. In    

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