secondo luogo, la crisi economica ha mostrato come nel contesto europeo le sorti dei singoli Stati
membri siano legate le une alle altre, ragion per cui le difficoltà economiche necessitano di una
risposta comune e tendenzialmente unitaria.
Più nello specifico, occorrerà interrogarsi su quale sia, ad oggi, il ruolo dei diritti sociali nel
contesto europeo e su quali siano gli strumenti di tutela, considerando, altresì, il rapporto tra diritto
dell’Unione Europea e trattati internazionali, quali il TMES ed il c.d. Fiscal Compact, soprattutto in
relazione alle funzioni di controllo affidate alle istituzioni europee1.
1 - Dalla governance economica europea all’art. 81 Cost.: la necessità di trovare un equilibrio
di bilancio.
Ogni crisi, sia essa economica o di altra natura, ha un inizio ed una fine2. La crisi
economica, che ancora ad oggi attanaglia i Paesi dell’Eurozona, ha una precisa data di inizio
riconducibile alla dichiarazione di fallimento della società Lehman brothers. Tale avvenimento ha
determinato una serie di effetti a catena che hanno dimostrato la debolezza dei sistemi di
regolamentazione e controllo del settore bancario e finanziario, con la conseguente necessità di
intervento da parte del soggetto statale al fine di operare il salvataggio degli istituti creditizi. Da
simili operazioni nazionali ne è derivata una considerevole esposizione debitoria, la quale ha
mostrato come i singoli Stati europei non costituiscano delle monadi, ben potendo propagarsi le
situazioni di deficit pubblico da un soggetto ad un altro3.
L’Unione Europea ed i singoli Stati sono stati colti impreparati da una simile congiuntura
economica, non riuscendo a dare una risposta unitaria. A tal riguardo, è sufficiente ricordare che nel
corso del 2008 gli Stati membri hanno adottato una serie di piani nazionali di rilancio, che hanno
costituito degli strumenti isolati e privi di coordinamento, sino all’adozione da parte del Consiglio
europeo del dicembre 2008 di un piano europeo di rilancio economico. Mediante quest’ultimo piano
1
Svolta l’indagine a livello sovranazionale, al fine di rendere la disamina completa, occorre affrontare i profili
comparatistici del rapporto tra vincoli di bilancio e diritti sociali. Per tale ragione si rinvia al seguente quaderno della
Corte costituzionale: “Diritti sociali e vincoli di bilancio. Profili comparatistici”. Quest’ultima rassegna di dottrina e
giurisprudenza è volta a delineare le problematiche emerse in relazione al tema oggetto della presente indagine in
Germania, Grecia, Spagna e Portogallo, nonché le modalità attraverso le quali esse sono state affrontate.
2
Suggestiva la nozione di crisi elaborata da S. ROMANO secondo cui la crisi sarebbe frutto dell’inadeguatezza
dell’istituzione statale nel tenere il passo con i cambiamenti che portano al disfacimento dello Stato (così, S. ROMANO,
La crisi dello Stato, Milano, 1969, 23). Costituisce, invece, un utile incoraggiamento quanto sostenuto da I. CIOLLI,
Crisi economica e vincoli di bilancio, 2012, secondo cui la crisi sarebbe un’opportunità di cambiamento, per scegliere
ciò che si intende salvare della tradizione giuridica e ciò che è opportuno cambiare. Dello stesso avviso, G.
PITRUZZELLA, Crisi economica e decisioni di governo, in Quad. cost., 2014, 1, 29, secondo cui crisi economica e
cambiamento sono termini coestensivi.
3
Per una ricostruzione della reazione degli Stati dell’Eurozona al propagarsi della crisi economica, si veda G.
PITRUZZELLA, Chi governa la finanza pubblica in Europa?, in Quad. cost., 1/2012, 9. Interessante la ricostruzione di A.
MORRONE, Crisi economica e diritti. Appunti per lo Stato costituzionale in Europa, in Quad. cost., 2014, 1, 84, secondo
cui il ricorso a meccanismi di salvataggio reciproci tra gli Stati avrebbe ingenerato lo sviluppo di un principio di
solidarietà responsabile.